Quando il coccodrillo si ferma…..diventa una borsetta! Cosa impariamo dalla valutazione dei progetti?

Sicuramente non vogliamo diventare una borsetta anche ai tempi di COVIT19 e quindi siamo passati all’on-line e non ci fermiamo. Abbiamo appena finito una corposa valutazione in remoto di progetti INTERREG e ci piace mettere sul piatto quello che abbiamo imparato. Leggere i progetti con gli occhiali del valutatore ci aiuta ad evitare gli errori, a migliorare la capacita progettuale e soprattutto a conoscere la logica di chi valuta. Logica che non appartiene a una sola persona ma è condivisa con il secondo valutatore. A maggior ragione in questi giorni in cui siamo chiusi in casa e dobbiamo veramente utilizzare la testa non solo per separare le orecchie… Che cosa abbiamo imparato? Essenzialmente 2 strategie per scrivere proposte vincenti. Ce ne sono anche altre, ma incominciamo dalle fondamentali.

Quantificate, quantificate, e quantificate. Troviamo ancora proposte dove i territorial needs o problems to be solved – il vero punto di partenza per una sana progettazione - sono descritti senza mettere qualche punto fisso. Se io scrivo che i visitatori (quali visitatori?) nelle zone protette (quali?) diminuiscono (di quanto?) e che il quadro normativo del governo (quali sono le debolezze), non permette di gestire l’offerta territoriale (quale), quale messaggio trasferite a chi valuta se non quello della vaghezza? Inoltre, un incipit del progetto cosi sciagurato non e’ un “do” di petto che faccia ben sperare nel proseguo dell’opera. Ergo, scrivete quanti sono i visitatori, da dove vengono, la dimensione delle zone protette etc. etc. Volete stupire? Aggiungete anche le fonti dei vostri dati, daranno autorevolezza al progetto.

Spiegate come realizzate le attività piuttosto che dire cosa realizzate. Quando leggo che l’attività X consiste nello applicare tecnologie di Realtà Virtuale o Realtà Aumentata ad una serie di musei ed il redattore non mi dice quale tecnologia viene utilizzata o come saranno scelte le sale museali, io non capisco e mi chiedo: “le tecnologie per la Realtà Virtuale sono tante ed il costo e’ funzione della tecnologia e degli spazi che rappresenterò. Se il progettista non condivide questi elementi nel progetto, su che base potrà sviluppare un budget, se non utilizzando la conta dei fagioli?” Ancora, se il progettista scrive che le scuole tecniche saranno coinvolte nella diffusione dei risultati BB, e non mi spiega i criteri di selezione delle scuole, continuo a non capire come il partner del progetto potrà gestire un progetto sulla base di principi volatili… Forse nella sua testa avra’ le idee chiare, ma se non le trasmette, le idee chiare non riesco a valutarle.

Mi rendo conto che scrivo dei post lunghi. Tuttavia, come scrive il Poeta Gramellini prima e meglio di me “vorrei lottare contro il virus che appena un concetto richiede più di tre parole viene distorto: O peste o raffreddore, o dentro uno scafandro o a baciarsi sulla bocca: la via di mezzo non e’ contemplata, perché’ presuppone la capacita di accettare i compromessi..” Insomma, qualche sana elaborazione in contro tendenza al primitivo paradigma “siete d’accordo si/no” penso che faccia bene a tutti!

Siete curiosi? Scriveteci!

Author: 
Roberto Carpano